Castelfranco Emilia - Comune di Castelfranco Emilia

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Castelfranco Emilia
 



Fontana del tortellino
Un piccolo quadrato di pasta all'uovo con ripieno di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, noce moscata, pepe e sale è da sempre l'emblema della tradizione culinaria castelfranchese.
Eccolo il tortellino ripiegato e attorcigliato con cura, su sé stesso, dalle mani della massaia e mangiato in brodo come vuole la tradizione.
La piccola delizia, ammirata tanto quanto invidiata, ha ispirato e coinvolto non solo attenti degustatori e chef giunti da oltre oceano, ma anche i tredici scultori emiliani chiamati a cimentarsi in un monumento dedicato a questa celebre specialità culinaria.
Il 3 settembre 2005 presso la sala del Consiglio Comunale un'apposita commissione Giudicatrice ha votato, con voto segreto e a maggioranza, il monumento al tortellino tradizionale di Castelfranco Emilia.
La commissione, presieduta dal sindaco Sergio Graziosi, dopo aver valutato e apprezzato il buon livello generale dei dodici bozzetti pervenuti e la loro aderenza al bando di concorso, anche in considerazione della difficoltà del tema, ha espresso la propria preferenza per l'opera del pavullese Giovanni Ferrari.
Il monumento, in bronzo patinato, cemento e travertino, è finanziato dall'Associazione La San Nicola e dalla Dotta Confraternita del Tortellino di Bologna.
Collocato, grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Comunale, in Piazza Aldo Moro.


Monumento ai caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale
Il monumento ai Caduti fu inaugurato domenica 8 giugno 1924 in piazza della Vittoria, all'epoca centro dell'area verde adibita a giardino pubblico del Comune.
Poggiava su un alto basamento quadrangolare in pietra o marmo bianco, sopra al quale era poggiato un plinto anch’esso a base quadrata sulla cui sommità troneggiava un soldato stante, con mantello svolazzante, in bronzo, opera dello scultore locale Silverio Montaguti. I nomi dei 335 caduti di Castelfranco erano incisi sui quattro lati del basamento marmoreo. La dedica della vecchia iscrizione era: CASTELFRANCO AI PROPRI FIGLI CADUTI PER LA PATRIA. Nel secondo dopoguerra la piazza fu risistemata, furono edificate prima le scuole elementari Marconi e poi il Municipio (1958); nel 1965 la porzione rimanente di piazza Vittoria fu definitivamente adibita a parcheggio e il Monumento spostato ai nuovi Giardini Pubblici e di nuovo inaugurato il 4 novembre 1965. Nell'occasione la statua in bronzo fu posata sul tappeto erboso rialzato, in fondo ai giardini, mentre alle sue spalle corre una lunga lastra di travertino con i nomi dei caduti della prima guerra mondiale, cui sono stati affiancati i nomi dei caduti delle guerre risorgimentali. In posizione meno imponente, la statua del soldato nella sua attuale collocazione si erge a difesa dei compagni caduti, con uno slittamento semantico più vicino alla nostra sensibilità. Nel 1990-91 i giardini furono completamente rinnovati e il monumento restaurato.


Monumento ai caduti martiri del Panaro
Monumento istituito per “Ricordare i 12 martiri del Panaro e il loro sacrificio, sarà davvero efficace nel momento in cui sapremo imparare dal passato, sia a non ripetere gli errori (e gli orrori) che sono stati commessi, sia a credere di poter migliorare le cose, con il piccolo contributo di tutti. Renderemo così giusta memoria a queste persone nel momento in cui non solo ricorderemo ciò che hanno patito, ma ascolteremo la loro volontà implicita: rendere migliore questo paese”.